Voglia di leggere

11 Marzo 2004

Pochi secondi fa ho notato una strana coincidenza: nello stesso istante, .commEurope stava festeggiando 1.000 visite e la Cuccia 800, da metà gennaio ad oggi. Passi per il primo: è un progetto complesso di cui ora è visibile solo il blog sperimentale. Ma mi domando: chi ha mai letto per 800 volte questa paginetta?

Perché uno dovrebbe venire sulla Cuccia? Zero informazioni interessanti, qualche annotazione delirante e tanti “fatti miei”… Scrivevo l’altro giorno che anche a me piace leggere i blog altrui, ma mi riferivo principalmente a blog “veri”, quelli che hanno lo stesso approccio di quelli di OltreOceano.

In termini di statistiche su Splinder, durante la passeggiata virtuale dell’altro giorno sono capitato su “esibizioniste in rete“, un blog che ha registrato 4.000 accessi pur essendo completamente vuoto. Negli ultimi giorni è stata pubblicata qualche foto, ma dubito fortemente che siano realmente bloggare di Splinder quelle che si mettono in bella vista. Se così fosse… Complimenti a Splinder!

La lista degli ultimi blog aggiornati su Splinder

9 Marzo 2004

Ogni tanto mi lascio andare alla lista degli ultimi post su Splinder. Non capita molto spesso, visto lo scarso tempo libero. Ma nelle poche volte che l’ho fatto, ho trovato sempre sorprese interessanti. I blog su Splinder sono ormai 48.713: quando ho avviato la cuccia, erano molti meno. In soli due mesi, diverse migliaia di spazi di discussione sono stati avviati. Qualcuno, come SoloOcchi, ha purtroppo deciso di smettere. Altri sono misteriosamente spariti e digitando l’indirizzo non sono più raggiungibili.

Microspia, uno strano portale dedicato ai bloggers italiani, ha anche lanciato un sondaggio sull’argomento. Peccato per chi rinuncia: saremo anche un popolo di scrittori e grafomani, ma è bello anche leggere. Vado a cercare spunti per .commEurope

We don’t need this!

8 Marzo 2004

Se c’è un’espressione inglese che odio, è “We don’t need this!”, detta in contesti “professionali”. Devo dire che l’ho scoperta da non molto, ma da quando ho iniziato a lavorare nei gruppi di lavoro internazionali, mi è capitato più volte di sentirla. Qualche volta detta a me, a volte ad altri: ma se lo dicono a me io rispondo (male), gli altri (ad esempio cinesi e coreane) si mortificano e basta.

Fondamentalmente, è la frase tipica di chi non ha il minimo tatto. Di chi, dopo averti visto lavorare giorno e notte, si sente in diritto di giudicare che il tuo lavoro è stato inutile. Aaaargh! Da buon italiano (almeno così suppongo), avrei serie difficoltà a rispondere con questo tono acido: cercherei, piuttosto, gli aspetti positivi, anche se pochi.

Oggi ho ricevuto dai miei colleghi del gruppetto “M&A bancarie” la loro parte dell’articolo da consegnare in giornata. Quando li ho visti, avevano un sapore di già visto. Uno era il copia / incolla di questo articolo, l’altro di questo articolo dell’Unione Europea e di queste FAQ. Da notare, non copia e incolla “di qualcosina”: copia e incolla integrali, con tanto di formattazione. Sono andato dall’autore del primo “capolavoro” e mi sono vendicato, dicendogli ironicamente (e poi scrivendoglielo via e-mail con tanto di emoticons, tanto per completare l’opera) “We don’t need this!”. Almeno, stavolta, era giustificato.