Disoccupazione intellettuale, giorno 15

13 Aprile 2005

Passano velocemente, i giorni, quando non si ha nulla da fare: un po’ troppo, per me che di solito sono iper - attivo e iper - voglioso di fare ed iper - desideroso di cose nuove. Cosà, l’ex versione disoccupato è sì iper - attivo, ma nella fuffa. Ha provato persino a riprendere vecchi progetti Web, salvo scroprire che i fornitori che erano dei buffoni lo sono ancora oggi. Ha dedicato domenica a rifare l’home page buttata giù un anno fa, salvo partorire una schifezza anche poco compatibile con i vari browser non Microsoft. Ha scaricato un programma di grafica per rimediare e, per la prima volta nella vita, è stato infettato da un worm che gli rende inutilizzabile Internet Explorer da (infatti naviga con Firefox).

Che noia, cari i miei sparuti lettori. Fino all’inizio di questa settimana, le acque non si sono mosse granché: avevo fatto una proposta ad A1 per un lavoro sottocosto da iniziare oggi, ma non ho ricevuto feedback. Oggi ho ricevuto una proposta da A2, su Milano. Il che vuol dire che, se a dicembre 2003 vivevo a Torino, a marzo 2004 a Nizza, a luglio 2004 a Torino ed a dicembre 2004 a Roma, nei prossimi mesi del 2005 potrei andare a vivere a Milano. Mi gira la testa: ho una media di permanenza di 4 mesi per città.

Non so quale opportunità scegliere, qualora si concretizzassero entrambe: nella realtà, entrambi i lavori si prospettano troppo tecnici per essere affascinanti. Non ho speranze di mettermi a lavorare in campi interessanti ma non tecnologici e rimanere nel Grande Gruppo di Consulenza Tecnologica non aiuta di certo. Vediamo le evoluzioni: entro domani, mi auguro, dovrei informarvi del posto in cui vivrò da prossimo.

Due milioni, Signora, due milioni!

6 Aprile 2005

Dopo un’ora e mezza passata ieri mattina per cercare di arrivare qui in ufficio a fare il disoccupato in giacca e cravatta, stamattina ho scelto una strategia un po’ alternativa che mi ha permesso di metterci “solo” un’ora. Vivere a 400 metri da Piazza San Pietro, effettivamente, non è la scelta migliore in questi giorni…

Sull’autobus semi-vuoto (!) diretto a Tiburtina (molti arrivano e se ne vanno - pochi - a Termini, intasando autobus, navette e metropolitana) una signora di mezz’età butta un occhio al quotidiano che ha in mano, che titola “Due milioni…” ed alzando gli occhi verso la signora di fronte (15 anni in meno?) che sta sfogliando una sorta di atlante medico con vene ed arterie in vista, dice “Due milioni!”, suscitando la curiosità della dirimpettaia.

“Due milioni di pellegrini, dice? Eeeeh, si meritava tutto quest’affetto”, esclama quest’ultima. “No, no, guardi”, dice la signora mostrando la copertina del suo quotidiano, che parla dei due milioni di voti spostati da destra a sinistra nelle ultime elezioni. Inizia così una lunga, lunghissima discussione sulla “follia” dei pellegrini in fila per salutare il papa (signora - Unità), sulla grandezza del Papa (signora - medicina), sulla contraccezione e la posizione della Chiesa in Africa, sulla vita privata (la signora - medicina è separata da 15 anni, nonostante sia abbastanza giovane) e su mille altri temi reinterpretati con l’ottica della Chiesa, di cui la signora - medicina si dichiara paladina.

Rimango così incuriosito da questa discussione, che cerca insistentemente di coinvolgere il resto dell’autobus senza troppo successo, da seguirla (Giuggiola mi odierà per questo) sino alla seconda fermata - coincidenza per il tram. Le signora in realtà si fermano, cosà, all’improvviso, dopo la prima fermata - coincidenza, lasciandomi là incuriosito a riflettere che, in fondo, sono le anime di questa città impersonificate.

Da una parte, ovviamente, il popolo dei Wojtyla - fan che da giorni ormai assediano Via della Conciliazione e dintorni. Dall’altra, quella “laica”, che è stata toccata a fondo dai risultati elettorali, lascia a casa l’auto e non riesce ad arrivare in ufficio a causa dei blocchi del traffico. La verità, chissà, sta probabilmente nel mezzo. Tutte le cose di solito hanno dimensione “umana”: Roma, in questi giorni, è del tutto sovra - umana, nel bene e nel male.

Parlavo, su .commEurope, di come si sia di fronte all’Evento. Si rimane impietriti, in attesa sulla pensilina dell’autobus o in ufficio dall’altra parte della Città, ad osservare il traffico impazzito, ad ascoltare le continue sirene delle autoambulanze, ad immaginare che venerdì non si riuscirà nemmeno ad uscire di casa. Speriamo che non succeda nulla di clamoroso: se è una processione di amore, che rimanga una manifestazione d’amore.

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