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	<title>Commenti a: Giovanni Allevi al Teatro Arcimboldi di Milano</title>
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	<description>«Io dico sempre questo al mio avversario: io combatto la tua idea che è contraria alla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu la tua idea la possa esprimere sempre liberamente»</description>
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		<title>Di: ex-xxcz</title>
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		<dc:creator>ex-xxcz</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 18:12:38 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;Uff, che acidità! Anch&#039;io allora faccio un po&#039; di precisazioni...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal De Mauro Paravia: &quot;Melomane = Chi è estremamente appassionato di musica, spec. lirica&quot;; giusta l&#039;etimologia che segnali, ma ormai il termine si usa con un senso decisamente più esteso di quello originale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riguardo alle &quot;spartiture&quot;: è stato evidentemente un lapsus derivante da una modifica last minute del testo (la frase originale era &quot;melomani interessati a cogliere la complessità dei suoi spartiti&quot;), sorry.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per il resto: non capisco il perché del tuo arroccamento. Arrivi a dimostrare esattamente ciò che intendevo io: che il lavoro musicale di Allevi è tutt&#039;altro che banale e mi dispiace che le perplessità sul personaggio (o, all&#039;estremo, la Allevi-filia esasperata) finiscano per far parlare sempre dell&#039;apparenza e mai della sostanza delle sue interpretazioni. Come tu stessa dici, il &quot;problema&quot; non è Allevi, ma l&#039;esasperazione che il suo staff sta mettendo nel pompare il personaggio: Allevi è diventato una moda e le mode passano velocemente. Il che, direi, è sicuramente un macigno per la carriera dell&#039;ancora giovane pianista.&lt;/p&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Uff, che acidità! Anch&#8217;io allora faccio un po&#8217; di precisazioni&#8230;</p>
<p>Dal De Mauro Paravia: &#8220;Melomane = Chi è estremamente appassionato di musica, spec. lirica&#8221;; giusta l&#8217;etimologia che segnali, ma ormai il termine si usa con un senso decisamente più esteso di quello originale.</p>
<p>Riguardo alle &#8220;spartiture&#8221;: è stato evidentemente un lapsus derivante da una modifica last minute del testo (la frase originale era &#8220;melomani interessati a cogliere la complessità dei suoi spartiti&#8221;), sorry.</p>
<p>Per il resto: non capisco il perché del tuo arroccamento. Arrivi a dimostrare esattamente ciò che intendevo io: che il lavoro musicale di Allevi è tutt&#8217;altro che banale e mi dispiace che le perplessità sul personaggio (o, all&#8217;estremo, la Allevi-filia esasperata) finiscano per far parlare sempre dell&#8217;apparenza e mai della sostanza delle sue interpretazioni. Come tu stessa dici, il &#8220;problema&#8221; non è Allevi, ma l&#8217;esasperazione che il suo staff sta mettendo nel pompare il personaggio: Allevi è diventato una moda e le mode passano velocemente. Il che, direi, è sicuramente un macigno per la carriera dell&#8217;ancora giovane pianista.</p>
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		<title>Di: SuperCopy</title>
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		<dc:creator>SuperCopy</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 22:20:38 +0000</pubDate>
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		<description>Cito: &quot;melomani interessati a cogliere la complessità delle spartiture&quot;. Prima inesattezza: melomane è chi ama il canto (lirico, solitamente) che nulla ha a che fare con Allevi e i suoi brani. Seconda inesattezza: si valuterà forse la complessità di una partitura e non di una &quot;spartitura&quot; (che, immagino, tu voglia far derivare da spartito). Se poi si vuol andare ad indagare questo tema, chi abbia studiato un minimo di armonia sa bene che i brani di Allevi possono suonare orecchiabili, semplici, evocativi ma sono - parlando di strutture musicali - tutt&#039;altro che banali e, a livello esecutivo, tutt&#039;altro che semplici. Ho amici diplomati in pianoforte al conservatorio che lo apprezzano e altri no (del resto: alcuni amano Chopin, altri Mozart, altri Bartok, qualcuno persino Cage) ma tutti lo usano per tenersi in esercizio, segno che non si tratta propriamente di brani per principianti.&lt;br /&gt;
Poi, giusto per fare un&#039;analogia: grammaticalmente parlando, il &quot;m&#039;illumino d&#039;immenso&quot; di ungarettiana memoria è poco più di una frase minima. Eppure sta in tutte le antologie scolastiche a emblema di un intero movimento poetico. Forse occorrerebbe rispolverare la differenza tra denotazione e connotazione che spero si insegni ancora nei licei classici.&lt;br /&gt;
Quanto alla questione del &quot;Giovanni Allevi ci è o ci fa?&quot;, libero di mantenere il dubbio. Per quello che ho vissuto e per le volte che ho potuto vederlo da vicino so che se fossi in lui mi comporterei esattamente così: ho talento, ho avuto fortuna e adesso passo alla cassa della vita a riscuotere quello che anni di sacrifici e umiliazioni mi hanno negato. Di più: se sono ansioso e soffro di attacchi di panico, stresserò il prossimo (fosse anche un teatro intero) con gli aneddoti legati alla mia sofferenza: per esorcizzarla, per arrivare alla catarsi, per imparare a conviverci. Ci è o ci fa? Sono convinta che Giovanni sia autentico nel suo modo di porsi al pubblico e nelle sue composizioni. Il marketing ce lo mette lo staff e resta da capire come andrà avanti questa &quot;convivenza forzata&quot;.&lt;br /&gt;
E adesso basta, tanto sono già passata per una &quot;talebana&quot; di Allevi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cito: &#8220;melomani interessati a cogliere la complessità delle spartiture&#8221;. Prima inesattezza: melomane è chi ama il canto (lirico, solitamente) che nulla ha a che fare con Allevi e i suoi brani. Seconda inesattezza: si valuterà forse la complessità di una partitura e non di una &#8220;spartitura&#8221; (che, immagino, tu voglia far derivare da spartito). Se poi si vuol andare ad indagare questo tema, chi abbia studiato un minimo di armonia sa bene che i brani di Allevi possono suonare orecchiabili, semplici, evocativi ma sono &#8211; parlando di strutture musicali &#8211; tutt&#8217;altro che banali e, a livello esecutivo, tutt&#8217;altro che semplici. Ho amici diplomati in pianoforte al conservatorio che lo apprezzano e altri no (del resto: alcuni amano Chopin, altri Mozart, altri Bartok, qualcuno persino Cage) ma tutti lo usano per tenersi in esercizio, segno che non si tratta propriamente di brani per principianti.<br />
Poi, giusto per fare un&#8217;analogia: grammaticalmente parlando, il &#8220;m&#8217;illumino d&#8217;immenso&#8221; di ungarettiana memoria è poco più di una frase minima. Eppure sta in tutte le antologie scolastiche a emblema di un intero movimento poetico. Forse occorrerebbe rispolverare la differenza tra denotazione e connotazione che spero si insegni ancora nei licei classici.<br />
Quanto alla questione del &#8220;Giovanni Allevi ci è o ci fa?&#8221;, libero di mantenere il dubbio. Per quello che ho vissuto e per le volte che ho potuto vederlo da vicino so che se fossi in lui mi comporterei esattamente così: ho talento, ho avuto fortuna e adesso passo alla cassa della vita a riscuotere quello che anni di sacrifici e umiliazioni mi hanno negato. Di più: se sono ansioso e soffro di attacchi di panico, stresserò il prossimo (fosse anche un teatro intero) con gli aneddoti legati alla mia sofferenza: per esorcizzarla, per arrivare alla catarsi, per imparare a conviverci. Ci è o ci fa? Sono convinta che Giovanni sia autentico nel suo modo di porsi al pubblico e nelle sue composizioni. Il marketing ce lo mette lo staff e resta da capire come andrà avanti questa &#8220;convivenza forzata&#8221;.<br />
E adesso basta, tanto sono già passata per una &#8220;talebana&#8221; di Allevi.</p>
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		<title>Di: Titì</title>
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		<dc:creator>Titì</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 14:48:25 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;Hihihi, un Mozart del catasto. Mitico. :-P&lt;/p&gt;
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Hihihi, un Mozart del catasto. Mitico. <img src='http://www.lacuccia.org/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> </p>
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