Buoni propositi aziendali

1 Luglio 2007

Ci sono voluti un paio di giorni per riprendermi dal famoso evento del 28 giugno di cui avevo ampiamente scritto a causa dei problemi riscontrati nel cercare di proporre una mia idea. Venerdì, infatti, ho dovuto conciliare la stanchezza causata dall’arrivo notturno a Bergamo ed il recupero dei temi lavorativi aperti; sabato, l’ho passato a fare lavatrici e completare l’importazione degli archivi del 2004 di .commEurope. Oggi finalmente posso mettere giù due pensierini rispetto a questa esperienza tutto sommato positiva: non solo per me, ma anche per la Società ed il Gruppo. Cosa di per sé prevedibile, ma che proprio per il clima di euforia sollevato, rende il futuro prossimo abbastanza complesso.

Durante la sessione plenaria di questa sorta di convention de noantri, infatti, il top management del Gruppo ha fatto ampie promesse: un nuovo ambiente di knowledge sharing, uno sbarco in grande stile su Second Life, il rilancio di un concorso per idee innovative. Da notare quest’ultimo punto: l’iniziativa era stata annunciata esattamente un anno fa, nello stesso Auditorium del Lingotto, dalle stesse persone. L’unica differenza è che l’anno scorso qualche top manager sul palco aveva sparato delle cifre, presto ritrattate da qualche suo collega (”10.000 Euro al vincitore!”… “Ahem, poi vedremo se daremo dei soldi”). Quest’anno, almeno, hanno evitato il teatrino, ma hanno promesso di riprovarci.

Speriamo lo facciano, ma che facciano partire anche tutto il resto: un Gruppo che promette e poi non mantiene non crea una bella immagine nei suoi dipendenti. E soprattutto un Gruppo che lancia raffinate piattaforme di condivisione della conoscenza, poi dovrà essere pronto a garantire indipendenza, aggiornamento e cura maniacale di questi spazi sociali prima ancora che tecnologici. Cosa che, fino ad ora, non sempre è successa: speriamo bene per il futuro, visto che la timidissima (e detto da me…) responsabile dei progetti di knowledge sharing è sembrata ben motivata a stupirci con le sue idee.

Riguardo alla giornata trascorsa a Torino, bisogna dire che è stata divertente ed istruttiva: i professional del Gruppo hanno grandi patrimoni di competenze e sono ben disposti nel raccontare ai colleghi gioie e dolori del proprio lavoro. Ottime persone, sia dal punto di vista umano che professionale: è stato un piacere ascoltarli ed un centinaio di loro ha riempito la Sala Madrid per ascoltare me. C’è stata anche qualche domanda a fine presentazione: per fortuna avevo cercato di finire prima il mio speech, così si è riusciti a contenere il tutto nella fatidica mezz’ora. Bravo anche il moderatore, ovviamente, a battere i tempi.

La morale di questa esperienza è che, ancora una volta, ho apprezzato la possibilità di parlare in pubblico, al di là del pubblico di riferimento, attento alle mie quattro bazzecole metodologiche ancor più di quanto le stesse meritassero. Rimane qualche perplessità sulla quasi totale assenza della Società da cui dipendo: a questo punto, per risolvere gli evidenti problemi di comunicazione che questa vicenda ha sollevato, penso sarà opportuno cercare di interagire il più possibile con le iniziative di Capogruppo, sperando che questo non faccia ripartire corti circuiti gerarchici. D’altra parte, se Web 2.0 dev’essere, che lo sia davvero nei fatti, non solo nelle presentazioni.

Un week-end di incontri (e libri)

14 Maggio 2007

Come spesso accade, sebbene con qualche ora di ritardo sul viaggio di ritorno, scrivo il mio post di riepilogo sul week-end passato: una volta tanto, però, si tratta di un racconto in cui parlo di persone e non di fattarelli improbabili. Era già capitato un annetto fa, in occasione del Gay Pride, il cui svolgimento per varie ragioni aveva coinciso con altri eventi riempi-piazze: stavolta siamo su un terreno più tradizionale, quello della Torino votata all’editoria. Non solo la tradizionale Fiera del Libro, visitata ieri, ma anche l’esperienza di sabato al LitCamp, il BarCamp che (almeno sulla carta) doveva essere dedicato al mondo della letteratura. E poi tante librerie piene di persone, tante piazze come sempre piacevolmente chiassose.

È sempre bello fare un giro a Torino: una città che mi regala serenità persino nelle zone meno centrali. Anche se, c’è da ammetterlo, a Torino è difficile trovare periferie veramente invivibili e tutto sommato è facile trovare buone occasioni in centro: a Milano, invece, è difficile vivere in zone non squallidamente periferiche. Affitti a parte, comunque, il segreto di Torino sono i suoi abitanti: pochi quelli veramente sabaudi, tanti quelli appartenenti a famiglie di immigrati, ma tutti tendenzialmente disponibili. Chissà se l’ospitalità era già a questi livelli prima delle Olimpiadi, o è stato il training forzato per l’evento a migliorare la predisposizione degli abitanti verso turisti e visitatori.

A proposito di professionisti dell’ospitalità, una nota di assoluto merito va al buon Nikink: mi ha accolto con grande amicizia e disponibilità, mi ha sopportato per quasi 2 ore e mi ha raccontato interessanti scorci della sua esperienza personale. L’incontro col nostromo della blogosfera italiana, ad essere onesti, è valso più della partecipazione al LitCamp, un incontro di super-uomini e super-donne concentratissimi nel compiacersi l’un l’altro ed esaltare i soliti vizi del nostro angolino nazionale di virtualità. Interessante qualche intervento come quello di Enrica Garzilli, parzialmente critica rispetto all’esito dell’evento, per il resto troppi personaggi pretenziosi. Peccato non aver incontrato Marco Tracinà, probabilmente andato via qualche minuto prima del mio arrivo. Complimenti al suo ex-collega Vittorio Pasteris, infine, per aver tenuto un atteggiamento operativo, nonostante fosse forse l’unico vero “vip” presente nelle belle sale del palazzo ospitante.

Nel consueto salto annuale alla Fiera del Libro, invece, di “vip” se ne sono incontrati tanti, sebbene in questo caso l’attrazione principale siano i libri più che gli autori che li hanno creati: fa piacere ascoltare qualche incontro, ma vista la loro natura intrinsecamente promozionale, diventa più interessante vagare tra i padiglioni (compreso quello di Torino Comics, dedicato al mio amato mondo dei fumetti). Indubbiamente la visita è opportuna se non necessaria per chi in Italia ha interesse verso il mondo editoriale: è bello, però, vedere visitatori di tutte le età e di tutte le classi sociali confrontarsi con la carta stampata con una voracità difficilmente riscontrabile nelle librerie tradizionali. Viene voglia di fare l’editore, sebbene il numero spropositato di espositori della Fiera faccia sorgere il dubbio che molti lo facciano per passione più che per effettive speranze di guadagno…

Prese in giro, umiliazioni e speranze

18 Novembre 2004

Oggi ho fatto un colloquio con Procter & Gamble. Il sogno di ogni markettaro, insomma, per quanto si trattasse di un lavoretto interinale da fare nella grande distribuzione di Torino. Peccato che sin dall’inizio è andato malissimo perché il gentile esaminatore ha capito subito che ero overskilled. Uffah, sta diventando la mia maledizione. Mazzata finale: non sono automunito, non posso fare il lavoro, retribuito ben 1.300 Euro LORDI e quindi entrambi, a suo dire, abbiamo perso un’ora. Boh. Comunque mi ha lasciato il biglietto da visita consigliandomi di candidarmi ad un lavoro più serio su PGcareers.com.

Sparita anche l’aziendina torinese di cui avevo parlato a fine ottobre. Ho chiesto quanti soldi mi darebbero e non mi hanno risposto. Per inciso, sicuramente meno di quanto guadagnavo prima di fare il Master. Che entusiasmo… Come al solito, la lascio come ipotesi disperata se al 1° dicembre mi trovo del tutto disoccupato.

La prospettiva più concreta, in questi giorni, è quella del mio gentile collega che ha ricordato la mia esistenza ad uno dei nostri migliori professori dell’MBA, che mi ha contattato e sta valutando il mio profilo in maniera corretta. Finalmente qualcuno che apprezza professionalità ed esperienza.

Unico neo: sebbene l’azienda abbia sede legale a Torino, il lavoro è a Roma. Quindi: armi e bagagli e, se tutto va bene, il 30 novembre finisco qui ed il 1° dicembre inizio là. Sempre su di giri, insomma!