Da Alberobello ad Auroville

25 Settembre 2002

Scritto il 25 settembre, mattina

Sempre peggio qui in ufficio… Dopo aver provato quasi tutti i PC dell’ufficio, oggi son tutti presenti così io son rimasto senza… Ciò vuol dire rimanere senza connessione almeno sino al pomeriggio, quando una se ne dovrebbe andare. E notoriamente, senza connessione, non so bene come potrei lavorare…

Cosà ora sono ridotto ad un angolino sul tavolo di Supriya, dietro il suo PC: ma sto utilizzando la sedia della povera Karen, così tra qualche minuto rimarrò anche senza sedia. Bah… Direi che essendo quasi le 10 e mezzo ormai posso solo aspettare il pranzo, sperando di riuscire a fare qualcosina offline nel frattempo.

Finalmente ho ricevuto un cenno via e-mail dai miei: alleluia! Ora so che sono tornati dal viaggio a Venezia sani e salvi, ed è già qualcosa… Pare che l’idea dei fax sia naufragata, peccato… Ricevono solo gli SMS, così dovrò concentrare le mie pillole di saggezza nel centinaio di caratteri permesso da Enel.it. Comunque buon segno che abbiano messo mano all’e-mail, pur pregandomi di rispondere via SMS.

Sauro e Pino (che è pugliese, evidentemente) parlano dell’idea di importare l’idea del trullo di Alberobello ad Auroville , idea alquanto bizzarra ma che penso verrebbe pure realizzata nel delirio architettonico di Auroville. I trulli son costruiti senza cemento, quindi l’idea non è così balzana.

Sto quasi imparando a scrivere senza lettere accentate, così qui sul notebook che ho questa fortuna, alla fine mi ritrovo a ri – cambiare setting mentale. È un po’ come le lingue: capita che Sauro o Pino inizino un discorso in italiano con me, poi passino all’inglese, senza accorgermene. A furia di pensare in inglese sto iniziando anch’io a subire qualcosa di simile. Comunque ho la sensazione che mi trovi a parlare inglese meglio o peggio (almeno a livello di fluidità) a seconda della persona: con l’aggressiva Anandi è difficile comunicare, al di là della lingua… Con Supriya è già più facile: forse mi compatisce di più.

Gratt gratt, che noia… Voglio lavorare, e non posso. Voglio papariare a casa, e se ne va la corrente. Voglio fare colazione in santa pace, e c’è la vecchiaccia di ieri mattina che mi tiene sott’occhio. Oggi ho fatto le cose in grande e mi son tolto le scarpe anche per stare sulla terrazza. Ovviamente mi sono arrabbiato quando ho visto che lei aveva gli zoccoli… E come al solito mi ha aggredito mentre andavo via, chiedendomi per la cena. Cosà le ho detto che OGNI GIORNO ceno là, speravo l’avessero capito… Chissà  se stasera Supriya mi richiederà di andare in giro. Cosà rimarrò in ufficio altre 10 ore ma almeno in serata potrò navigare in santa pace. Belle ‘ste giornate lavorative di 11 – 12 ore, manco in Italia…

C’è un odore pazzesco di bruciato… Se è il cavo del PC sono fritto…

Il lavoro sul DB si preannuncia massacrante. Sto cercando di capire come uscirne fuori non dico integro, ma almeno poco sfinito… E tra un po’ a pranzo con Luigi (finalmente ce la facciamo).



4 Comments to “Da Alberobello ad Auroville”

  1. badaze | 25 Settembre, 2002 at 17:23

    Ciao ex!!!!

    Mi chiedevo da tempo che fine avevi fatto… ora lo so !!!!

    Buona fortuna!!!!

  2. ex-xxcz | 26 Settembre, 2002 at 05:46

    Ciao badaze, sai che qui è pieno di francesi? Questa zona dell’India, d’altra parte, è una ex colonia francese…

  3. Jessica | 26 Settembre, 2002 at 09:01

    Ciao Ex cucciolo!

    Anke oggi vengo a darti il mio salutone… da qua so ke t arriverà  sicuramente!!!

    Qs gg sono davvero duri x me… la mia vita sta assumendo una svolta “drastica” e nn so come andrà  a finire… i miei nervi ancora poco crollano… posso raggiungerti in India???

    Un kiss grosso ed un abbraccio forte!!!

    TVB!!!

  4. ex-xxcz | 28 Settembre, 2002 at 05:28

    Un abbraccio Jessica… Vieni in India, ti aspetto!

Leave a Comment