Le pazze piazze di Torino

19 Giugno 2006

Libertà , solidarietà , identità , autonomia di pensiero le parole chiave. Antifascista, laico, ecologista gli aggettivi con cui il corteo si auto-definisce. Se non ci fosse qualche bandiera dell’ArciGay in mezzo a quelle dei sindacati, di Rifondazione Comunista, della Rosa nel Pugno, della Sinistra Giovanile e dei Democratici di Sinistra, persino del Movimento No Tav, si direbbe una manifestazione in piena regola contro il Governo in carica. Peccato che il Governo in questione è di centro-sinistra (per lo meno fa finta di esserlo sulla carta) e che il corteo in questione sia quello di Torino Pride.

La grande manifestazione del mondo GLBT di sabato è stata piacevole, seria e sentita: gay, lesbiche, bisex e transgender erano accompagnati da migliaia di persone solidali con le loro richieste: parità  di diritti con le coppie eterosessuali, maggiore autonomia dello Stato rispetto al Vaticano, politiche sociali veramente di sinistra. Tanti i gay, una presenza lesbica forse un po’ sottorappresentata, qualche drag queen e quasi nessun transessuale. Alcuni camion seri, altri un po’ più ironici, ma nulla da spartire con i “carri allegorici” (?) di cui parlano i media.

Nel pubblico che accompagnava la manifestazione, qualche omosessuale sorridente, qualche trans di passaggio, molte persone solidali e qualche stupido commento qualunquista: Torino ha risposto bene alle proposte del mondo “diverso” che però, a ben guardare, proponeva temi ben più “normali” di quanto si poteva immaginare sulla carta. Nulla di trascendentale, ma colpiva soprattuto l’astio verso la Chiesa: se il Vaticano segue la linea dura, il movimento GLBT risponde per le rime. Alla fine del lungo percorso, tanto entusiasmo in Piazza Vittorio Veneto, gremita dalle decine di migliaia di persone interessate: molti colori, molti suoni.

Bella, la Torino capitale della civiltà  e del dialogo. Un po’ troppo confusionaria, forse, a causa di Raduno Europeo Vespa Piaggio, Torino Pride e partita della Nazionale che si mischiano in flussi di persone che, a metà  serata, si muovono tra Piazza Vittorio Veneto (in cui canta Antonella Ruggero), Piazza Castello (in cui Marco Berry lancia bandane alla quindicina di vespisti presenti) e Piazza San Carlo (dove qualche migliaio di persone soffre a vedere una partita di calcio orripilante).

Viene sempre voglia di tornarci, a Torino: tanta nostalgia per i tempi dell’MBA, probabilmente tra i più belli degli ultimi anni. Tornano alla mente le passioni di allora e le si rivede nelle facce delle tante persone che camminano per le vie del Centro, sfrecciano in Vespa, danzano sui carri. Quell’MBA mi ha cambiato la vita e non potrò che essere sempre riconoscente a chi mi ha permesso di frequentarlo, viverlo, ricordarlo. Ho lasciato un po’ di cuore in quella città  e sarebbe bello tornarci per lavoro: altro che la fredda ed irriconoscente Milano. Altre due settimane di lavoro a Bergamo e poi la roulette girerà  di nuovo: chissà  dove finirò, chissà  che il 2006 non possa ritornarmi un piccolo grande ritorno a Torino.



2 Comments to “Le pazze piazze di Torino”

  1. Giuggiola | 19 Giugno, 2006 at 21:28

    Temevo peggio, invece in questo post non ti sei poi tanto pianto addosso, anzi carine le cose che dici su Torino e quello che rappresenta per te…

    Giuggiola qualunquista

  2. Pingback dall'articolo » Un week-end di incontri (e libri) | 14 Maggio, 2007 at 22:43

    […] Era già capitato un annetto fa, in occasione del Gay Pride, il cui svolgimento per varie ragioni aveva coinciso con altri eventi riempi-piazze […]

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