Sui giornali si rincorrono i riferimenti a Giovanni Paolo II come padre spirituale dell’indulto al varo da parte di una variegatissima maggioranza parlamentare che include non solo tutti i partiti centristi e di finta-sinistra, ma anche insospettabili rappresentanti di un sentimento comune di benevolenza verso i detenuti che però trascina con sé anche troppi regali a chi non li merita. L’idea amorevole dell’ex-Papa sembra essere stata tramortita da troppi interessi di parte.

Sembrerebbe che in questa mia posizione critica non sia solo: il popolo del centrosinistra si ribella all’idea che corruttori ed altra gentaglia escano di prigione o addirittura non vi entrino proprio, grazie allo sconto già  previsto per chi verrà  processato nei prossimi mesi. Non voglio entrare nel merito del diritto ad una vita decente per i 20.000 che usufruiranno della libertà , anzi: è sicuramente bello immaginare delle persone libere di vivere decentemente invece che dentro gabbie sovraffollate.

Quello che non va, per riprendere i contenuti dell’intervista del buon Marzio Barbagli sul Corriere di oggi, è che come al solito i politici non si degnano di risolvere i problemi, ma improvvisano cerotti populistici: stavolta non è un condono berlusconiano ma un indulto mastelliano, però l’approccio è lo stesso. Non riuscendo a punire chi ha commesso reati, li si annulla in cambio di una pena (in termini di denaro o in questo caso di giorni uomo) minima rispetto all’originale.

Sarebbe magnifico immaginare un mondo senza crimini: ma chi li compie deve essere punito, altrimenti si perde la certezza del dirito. Si costruiscono case sperando nel condono edilizio, si evadono le tasse mettendo in conto il solito concordato fiscale, si compiono reati contro la Pubblica Amministrazione immaginando il consueto condono periodico. Oppure, si è onesti sino in fondo: che è sempre moralmente edificante, ma dannatamente difficile in un mondo di furbi.



3 Comments to “Questo indulto non mi piace”

  1. nikink | 2 Agosto, 2006 at 13:12

    È di una tristezza sconfortante doversi trovare d’accordo con la Lega o sentirsi rappresentati da un populista come Di Pietro, solo perché si vorrebbe restare seri ed onesti. Talmente triste che, complice il caldo che mi squaglia i neuroni, non riesco neppure più a trovare lo stimolo per scriverne, tra le bagatelle di cui infarcisco i miei giorni blogici, sempre più superflui.

  2. Giuggiola | 9 Agosto, 2006 at 14:04

    A me piaci tu…

  3. Pingback dall'articolo » Il Partito senza anima | 6 Maggio, 2007 at 01:11

    […] Voto ormai da dieci anni partiti che vanno spesso contro i miei interessi: spesso hanno perso e quanto hanno vinto, come sta succedendo in questi mesi, combinano di tutto pur di attirarsi la mia antipatia. […]

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