C’è un aspetto del mio fisico che, oltre ad essere visibilmente brutto (il che sarebbe anche coerente col resto, quindi non mi preoccupa granché, sigh), mi ha creato problemi a ripetizione, sin dall’infanzia: è il mio naso. L’oggetto più inutile del mio corpo non solo occupa metà del mio viso, ma soprattutto non ha mai funzionato: non ho la minima idea di cosa voglia dire respirare col naso, visto che il 95% del tempo lo passo con la bocca aperta a boccheggiare (immagino che il 5% sia il tempo speso durante i pranzi, quando per evitare di strozzarmi mentre ingerisco devo accontentarmi del filino d’aria che entra nel naso).

La cosa peggiore è che, da sempre, il setto nasale deviato in maniera così forte mi ha creato problemi di salute diversi e complessi: una voce fastidiosissima, delle ghiandole infiammate e dei raffreddori costanti, persino dei problemi in aereo, ma soprattutto delle vere e proprie disperazioni notturne. Come diceva una mia ex, di notte non russo, “annaspo”: boccheggio e dormo malissimo, chiari sintomi di sindrome delle apnee del sonno

«Il sonno del paziente è caratterizzato da frequenti risvegli, da agitazione, da continui cambiamenti di posizione, da forte e violento russamento interrotto da fasi di silenzio (apnee) in cui il soggetto non riesce a respirare, seguite da rantoli e boccheggiamenti.
Al mattino, chi ne soffre, si sveglia affaticato, spesso afflitto da mal di testa e durante la giornata manifesta marcata stanchezza.
Il paziente tende ad addormentarsi frequentemente e facilmente anche durante le proprie occupazioni o alla guida dell’auto.
Possono manifestarsi anche difficoltà di concentrazione, vertigini, irritabilità, perdita di memoria, ansietà o depressione, diminuzione degli impulsi sessuali.»

Al mattino, mi sveglio con la bocca secchissima e nauseabonda, nonostante tutti gli umidificatori che possa tenere in camera da letto; inutile dire che ho la stragrande maggioranza dei sintomi sopra descritti (uhm, forse toglierei le vertigini), soprattutto quelli legati al senso di affaticamento cronico durante il giorno. Tutto ciò ha condizionato molto la mia vita: a me, ad esempio, piace(rebbe) l’atto stesso del dormire, ma farlo in questo contesto è tutto tranne che riposante; non sono mai riuscito a fare attività fisica, perché bastano 100 metri di corsa per sentirmi male male male, dovendo boccheggiare tutto il tempo ed ancor più nel momento in cui mi fermo.

La soluzione a tutto ciò la scoprii quasi 10 anni fa (gulp), nei primi tempi a Padova: sbattendomi in faccia un “doveva farlo da bambino”, un otorinolaringoiatra del noto Ospedale mi suggerì l’urgenza (…) di provvedere ad un’operazione di riallineamento nel setto, con eventuale (eventuale?) rinoplastica dopo l’operazione strettamente chirurgica. Peccato che, non avendo mai subito un’operazione in vita mia, ho sempre declinato l’invito: come scrivo spesso sulla Cuccia il dolore fisico è la mia paura più grande ed il decorso dell’operazione, in particolare, si preannuncia difficile e doloroso.

L’aver vissuto da solo negli ultimi 10 anni ha fatto sì che mi mancasse sempre una persona a sostenermi dal punto di vista psicologico oltre che ovviamente logistico prima, durante e dopo l’operazione. L’essere stato per tanti anni un libero professionista pagato a giornate, mi ha sempre fatto temere che assenze lunghe per motivi di salute non sarebbero state troppo ben viste dai miei clienti/datori di lavoro. Il non aver più avuto una copertura sanitaria di base dal 2004 ad oggi, mi ha sempre fermato anche solo dall’iniziare i pre-accertamenti. Ora questi fattori stanno evolvendo in maniera positiva, ma la mia salute va sempre peggio. Che faccio, inizio a pensare all’operazione?



14 Comments to “La saga infinita del setto nasale deviato”

  1. Annarella | 11 Settembre, 2007 at 23:08

    Credo che oggi l’operazione sarebbe un qualcosa di abbatanza indolore. Indolore anche considerato cosa ti trovi ad affrontare.

    Ihmo è maggiore il dolore fisico che ti trovi ad affrontare adesso di quanto ne dovresti affrontare facendoti operare 🙂

  2. passeroad | 12 Settembre, 2007 at 09:30

    Anch’io comincerei a pensare all’operazione.
    Risolverebbe un problema che ti sta causando parecchio fastidio.

  3. Parolina | 12 Settembre, 2007 at 11:56

    Non rimandare, è verissimo che la salute è la prima cosa! E poi più gli anni passano più rischi che sopravvengano nuovi problemi che derivano dalle apnee nel sonno, lo so perché un parente ne soffriva e creano sofferenza al cervello (che serve, eh!!).

    Fatti coraggio. Stamattina ho appena saputo che la mia mano destra (e io scrivo di mestiere e non sono mancina) è così malridotta che l’operazione già prevista non basterà, causa diagnosi errata ho perso 3 anni preziosi. Sono sola (dall’altro ieri nemmeno il fidanzato), sono in periodo di prova al lavoro. Ma la mia mano è assai più sacra. I datori di lavoro che vedono male le assenze dei collaboratori, giustificate intendo, dovrebbero pensare che un impiegato con il cervello + sveglio perchè respira bene rende di più. Il dolore fisico non è niente. Ci sono antidolorifici eccezionali oggi!!

    Dai, mettiti in movimento!!! Hai il mio sostegno, per quel che vale 🙂

  4. ex-xxcz | 12 Settembre, 2007 at 12:04

    Grazie a tutti voi per i pareri (unanimi, direi)… Ed un abbraccio particolare a Parolina per il suo momento complicato. 😉

  5. Marco | 12 Settembre, 2007 at 13:21

    Parere personale, non perdere altro tempo.
    Divertente che pur avendo il tuo stesso problema sia riuscito a fare tutte le cose che enunci (incluso volare su qualsiasi cosa risulti essere motorizzata) senza particolari cure: ignorandolo.

    Sulla questione estetica, non mi sembra che Castellitto, Flavio Bucci e Jean Reno si facciano grandi problemi: evita di fartene tu.

    Ti abbraccio e ti aspetto a Torino.

  6. ex-xxcz | 12 Settembre, 2007 at 13:30

    Sì, sulla questione estetica ormai ho messo una pietra sopra, direi che è un puro tema di salute pericolante.

    Riguardo a Torino: sono stato tra i primi ad iscrivermi all’AdvCamp, ma vista la piega che l’iniziativa (non) ha preso, ho seri dubbi sulla mia presenza a Torino in quel week-end…

  7. Marco | 13 Settembre, 2007 at 13:31

    Avevo visto, che dire a proposito: la formula del BarCamp può avere successo soltanto a condizione che l’organizzatore (o gli organizzatori) si faccia/no il classico mazzo… Vedremo, in fondo si tratta di un appuntamento meno generico rispetto a quello organizzato da VP e manca ancora un mese.

    Salut!

  8. Perdiletto | 18 Settembre, 2007 at 14:01

    Direi che non puoi più aspettare. Perlomeno da come descrivi il tuo problema.

    Il mio è solo leggermente deviato e non ha dato mai particolari problemi… Ma immagino cosa tu abbia dovuto sopportare finora.

    Vai! Forza e coraggio 🙂

  9. Pingback dall'articolo » Riunioni, e-mail e fogli Excel | 20 Settembre, 2007 at 23:29

    […] da un lato dormo poco e male, dall’altro passo le mie giornate dal Cliente (cioè il 99% di quelle lavorative più qualcuna nei week-end) in un terribile open space […]

  10. Titì | 23 Settembre, 2007 at 18:48

    Su su, conosco tante persone che hanno fatto l’operazione… non è niente di terribilmente doloroso, un po’ di temporaneo fastidio potrebbe mettere fine una saga che deve essere per forza “infinita”……
    Bon courage e… su con la vita, su 😉

  11. Titì | 23 Settembre, 2007 at 18:49

    Aggiungerei un “non” tra “che” e “deve”… sorry 😀

  12. Nunzia | 12 Marzo, 2008 at 16:03

    Non rimandare… come ho fatto io! L’aver rimandato mi ha causato problemi all’orecchio, tanto che ho perso un po’ di udito!Ora sono costretta a dover prima sistemar il naso… e poi l’orecchio!

  13. ex-xxcz | 12 Marzo, 2008 at 16:10

    Acc, inquietante… Grazie del consiglio. 😯

  14. Pingback dall'articolo » Ma come parli? | 7 Agosto, 2008 at 21:20

    […] nel mio caso, insorgono almeno altri due problemi: quello del tono di voce e quello della cadenza. Nel primo caso, il problema è sempre quello del setto nasale deviato. Sin da piccolo parlo poco e male: poco perché il mio tono di voce sgradevole mi rende timido, male perché con tutta probabilità non ho mai imparato ad articolare a sufficienza. […]

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