Devo ammettere che la deriva un po’ scemotta di Pollicinor determinata dal moltiplicarsi di commenti a foto di cantanti, immagini ironiche e video musicali, ha avuto un effetto positivo sulla mia voglia di scribacchiare in Rete: dopo anni di post seriosi, grazie al tumblelog ho scoperto la possibilità di divagare su argomenti un po’ più leggeri. In particolare, se solo avessi il tempo, vorrei scrivere di più sulla Cuccia, ma soprattutto vorrei farlo in maniera più rilassata: perciò, spazio a un po’ di sana follia anche su questo blog. Ovvio che non ci saranno sempre e solo post sulle abitudini di viaggio dei vip ed altre amenità simili: tuttavia, in attesa dei prevedibili articoli pseudo-politici che verranno spontanei nei noiosi mesi che ci aspettano, stasera racconto una storia bizzarra.

Premessa: io conosco pochi musicisti belgi. Nonostante mio padre, da buon vallone, mi abbia fatto conoscere l’eccellente Jacques Brel ed i suoi contemporanei del Novecento, la prima risposta che mi viene in mente associando i termini “Belgio” e “musicista” sono i Buggles, quelli di Video Killed the Radio Star. Peccato che i Buggles non siano affatto belgi: vengono dalla Gran Bretagna. Perché mai ho creduto in questa favola metropolitana fino a poche ore fa? Non potevo consultare (ormai anni fa) l’esauriente pagina “Music of Belgium” di Wikipedia? Avrei rapidamente scoperto che, invece dei Buggles, il Belgio ha prodotto negli ultimi anni dei buoni musicisti di musica elettronica e alternativa: dai bravi Hooverphonic ai tamarri Ian Van Dahl, dai raffinati dEUS al famosissimo Django Reinhardt, passando per gli indimenticabili Zap Mama.

Ma c’è un altro gruppo insospettabile che ieri sera, mentre cercavo informazioni su usi e costumi brasiliani, ho scoperto essere di origine belga: si tratta dei Two Man Sound. Detto così, lo so, non dice molto: una band che sbaglia lo spelling del proprio nome inglese non merita molto credito. Tuttavia, il loro pezzo più famoso lo conosciamo tutti: si tratta di Disco Samba. Cos’è Disco Samba? Scopritelo in questi video…

Avete capito bene: si tratta della canzone che immancabilmente accompagna i trenini di tutta Europa ad ogni occasione festaiola. Ad ogni Capodanno, tutti i deejay (compresi quelli che poi finiscono su Rai Uno e dintorni allo scoccare della mezzanotte) non riescono a rinunciare a questo disco: stessa scena a Carnevale e nella stragrande maggioranza dei party privati. Scatta il momento della festa disimpegnata (sì, esistono anche le feste impegnate ed in quel caso la scelta musicale è più chic) e parte Disco Samba dei Two Man Sound: la gente inizia a scandire le incomprensibili parole del testo gridando mentre agita le braccia e si precipita ad accodarsi al trenino. Disco Samba è decisamente LA canzone del trenino, ma è anche il brano che a tutti capita di canticchiare nel momento più inaspettato, per esprimere buon umore.

Visti i continui cambi di ritmi, confesso che a poco tempo fa ho sempre creduto che Disco Samba fosse un remix di pezzi diversi, una sorta di canone universale basato su brani remixati tra loro: immaginavo che i deejay di cui sopra portassero davvero appresso dei dischi etichettati Brigitte Bardot, Ay ay caramba, Zazueira o Filho Maravilha. Mi meravigliavo di come fossero bravi ad azzeccare il momento giusto per inserire Charlie Brown o A.E.I.O.U. al momento più adatto. Sono ingenuo, lo so: ma difficilmente avrei detto che tre allegri belgi avessero codificato tutto il polpettone in un’unica traccia che sarebbe stata diffusa per decine di anni, in decine di supporti e di occasioni. Perciò mi sono messo a cercare informazioni su questi personaggi, sulla loro nascita e sulla loro storia bizzarra.

Sono venuto così a scoprire che dietro ai Two Man Sound si cela(va)no nomi ben conosciuti da chi si occupa di musica dance e dintorni: Lou Deprijck, ad esempio, che scopro ora essersi trasferito in Thailandia, ma anche Sylvain Vanholme, quello dei Wallace Collection; permane solo qualche dubbio solo sulla sorte di Yvan Lacomblez. Rimane, però, soprattutto un dubbio di fondo: ma come avevano fatto quei tre mattacchioni ad inventare una canzone così assurda, ormai 30 anni fa? Come avranno fatto tre giovani belgi ad inventare il più grande tormentone musicale della storia, spacciandosi per brasiliani e costruendovi sopra un mondo immaginario da Carnevale di Rio, fino a diventarne essi stessi una colonna sonora “virtuale” poco ufficiale, ma conosciutissima al mondo?



6 Comments to “La strana storia dei Two Man Sound, i creatori di Disco Samba”

  1. Boh | 28 Febbraio, 2008 at 11:40

    Ma come avranno fatto dopo la guerra a “vendere” Fontana di Trevi? Ti assicuro che è successo.

    Qui la cosa è più sofisticata e non è una bufala, nel senso che effettivamente la musica c’è, effettivamente dà il senso del carnevale di Rio, effettivamente è molto carina.

    Il punto, credo, è che hanno creato una musica che corrisponde all’immaginario collettivo della festa del carnevale brasiliano. La gente di tutto il mondo la “riconosce”.

    E’ una specie di gioco di prestigio, un’illusione, ma molto ben fatta. D’altronde, chi ha detto che la realtà debba essere vera? Basta che l’apparenza sia vera: è questa apparenza è molto vera!

  2. ex-xxcz | 28 Febbraio, 2008 at 11:49

    Già, mi sembra carina la metafora del gioco di prestigio… 🙂

  3. Sandro | 9 Aprile, 2008 at 01:56

    Ho letto adesso il post (è un post?) sui Two Man Sound. Come hanno fatto? Semplice, ci sarebbe riuscito chiunque, bastava avere l’idea di prendere una ventina di pezzi belli e collaudati della (immensa) tradizione musicale brasiliana, magari infilando qua e là qualche pezzo molto famoso, come Mas que nada, Tristeza o Meu amigo Charlie, remixare il tutto et voila senza inventare niente ecco sfornato un successone orecchiabile e coinvolgente. Bastava solo pensarci!
    A proposito. Siccome sono un malato di questo genere di sfide, una sera di qualche capodanno fa, vedendo una ragazza che cantava questa canzone (forse una brasiliana, o una lontana cugina di Lou Deprijck?) mi è venuta la curiosità di scoprire se effettivamente possedeva un vero e proprio testo con un suo senso. Ed è li che ho scoperto che non è altro che un collage di pezzi più o meno storici della tradizione samba-bossanova brasiliana. Ma è proprio lì che mi sono ammalato: mi sono fissato e ho deciso che cascasse il mondo io avrei dovuto scoprire tutti i brani originali da cui sti 3 belgi scemi avevano tratto la loro disco samba. Ad oggi ne ho scoperti (intendo dire titolo e autore originali) 18 su 23 totali. Non c’è male, lo so, ma i 5 che mancano purtroppo sono seriamente introvabili! Se qualcuno mai al mondo leggerà questo appello e fosse interessato a darmi qualche aiuto, non esiti a contattarmi.
    Grazie!

  4. Giosef | 19 Novembre, 2008 at 12:30

    Ciau!
    Prova un po’ a dare un’occhiata qui:

    http://www.discogs.com/release/701722

    Spero sia utile…fammi sapere!

    Giosef ‘nine fingers’

  5. Fassoni | 27 Gennaio, 2013 at 18:27

    Qui c’è l’elenco completo di tutti i pezzi contenuti nel brano: http://it.wikipedia.org/wiki/Disco_samba

  6. Maurizio D'Agostino | 1 Gennaio, 2014 at 20:29

    Leggendo i vostri commenti mi immagino di vivere la famosa scena dei commensali di Cristoforo Colombo quando avvenne il famoso episodio dell’uovo di Colombo. Cioè tutti voi a dire: insomma, che ci voleva a creare un tormentone planetario?! Bastava mixare i piu’ noti ritmi brasiliani et voila’ il gioco e’ fatto! Beh ma mi sembra che ci siano riusciti solo i succitati TWO MAN SOUND e non gli altri, o mi sbaglio? Qualche merito lo avranno pure questi misconosciuti artisti belgi. Non vi pare? Come a dire: chiunque prima o poi avrebbe scoperto l’America! Ma alla resa dei conti ci e’ riuscito (seppur inconsapevolmente) il solo Colombo e non gli altri

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