Quando ho visto i risultati delle Elezioni Europee, mi è venuto in mente di scrivere un commento come quello successivo alle Elezioni Politiche 2008. Poi sono andato a rileggerlo e ho pensato che la maggior parte delle osservazioni espresse in quella sede potrebbe essere riproposta ora: come dire, i risultati sono quello che sono e soprattutto non sono molto diversi da quelli di un anno fa.

Ci sono però alcune osservazioni che emergono da una lettura dei dati grezzi più che delle opinioni dei commentatori; perché se queste vanno in direzioni diverse ed eterogenee, i numeri nascondono fenomeni in parte nuovi, in parte amplificati rispetto alle precedenti occasioni elettorali, prime tra tutte Politiche 2006 e Politiche 2008. Per questo mi sono costruito la tabellina seguente.

Italia Nord Ovest Nord Est Centro Sud Isole
Popolo della Libertà 35,26% 33,39% 28,11% 37,35% 41,9% 36,49%
Partito Democratico 26,13% 23,03% 28,04% 32,38% 23,01% 24,96%
Lega Nord 10,22% 19,4% 19,03% 2,97% 0,57% 0,37%
Italia dei Valori 7,98% 7,31% 7,19% 7,69% 10,02% 7,51%
Unione di Centro 6,52% 5,29% 5,58% 5,44% 8,52% 10,43%
Rif.Com./PDCI/SE 3,38% 3% 2,34% 4,46% 4,05% 2,81%
Sinistra e Libertà 3,11% 2,09% 2,11% 3,59% 5,18% 2,3%
Radicali 2,42% 2,88% 2,58% 2,72% 1,62% 1,82%
La Destra/MPA 2,22% 0,81% 0,66% 0,66% 3,23% 12,42%

La prima riga ovviamente è quella che ha bisogno di minori commenti: che il Popolo della Libertà fosse il primo partito italiano è come sempre cosa risaputa e al tempo stesso nascostissima, così come era prevedile la figuraccia del PD. Quello che è più interessante, semmai, è il dato aggregato del PdL e della Lega Nord: quasi la maggioranza assoluta in tutta Italia, Isole escluse.

In Sicilia e Sardegna, in effetti, il ruolo della Lega Nord è ricoperto dall’MPA, praticamente assente dal resto d’Italia. Tutto ovvio, certo, tranne un fattore nascosto: l’UDC. Che come in un puzzle, è esattamente la tessera mancante per raggiungere la maggioranza assoluta, a livello nazionale e nella maggior parte delle regioni. E questo fattore sarà sempre più determinante nei prossimi anni.

Si tratta del partito da sempre più attaccato alle poltrone e la sua collocazione nel centrosinistra non solo sarebbe innaturale, ma anche inutile: in nessuna delle circoscrizioni la somma dei partiti di centrosinistra non si avvicina nemmeno alla maggioranza e l’UDC non aiuterebbe granché. Non è difficile immaginare che già ai prossimi ballottaggi questa situazione porterà i suoi primi frutti.

Rispetto a queste letture “orizzontali” della tabella, però, risultano più interessanti le analisi “verticali”. Se infatti è facile dire “un italiano su 3 vota PdL, uno su 4 PD e uno su 10 Lega Nord”, gli scenari cambiano abbastanza circoscrizione per circoscrizione. Al Nord, ad esempio, la Lega Nord arriva tranquillamente al 19%, sebbene essendo un dato medio può risultare anche sottostimato.

È vero che al Nord un italiano su 5 vota Lega, ma è ancora più vero che in alcune province la Lega Nord è ormai un partito che gioca tranquillamente alla pari con PD e PDL, spesso scalzando i due partiti più noti dalla prima posizione. Oggi ho incontrato in ufficio a Milano amici e colleghi che hanno votato Lega: alcuni vengono da destra, altri hanno votato sinistra in passato.

Questo è confermato dal confronto dei numeri verticali del Nord con quelli delle altre aree geografiche: al Sud ad esempio sono andati bene le due coalizioni di sinistra e l’Italia dei Valori. Il delta dei risultati di queste formazioni rispetto alla media nazionale, non a caso, è proprio quello che al Nord è stato recuperato dalla Lega. La cosa dovrebbe forse far riflettere un po’ il Partito Democratico.

Gli altri che devono riflettere sono probabilmente i partiti di destra, che non sono arrivati da nessuna parte né nei casi in cui si sono presentati autonomamente, né nel mischione con l’MPA, ma soprattutto i Radicali: nonostante il solito agitarsi di Pannella e Bonino in campagna elettorale, i risultati sono ridicoli. Lontani sono i clamorosi risultati dopo la campagna “Emma Presidente”.

Hanno vinto PDL, Lega, IDV e Sinistra e Libertà. Hanno perso il PD e soprattutto i partiti di sinistra e di destra, non ha brillato l’UDC. Il PDL ha conquistato il Sud, il PD ha tenuto solo in alcune delle regioni un tempo “rosse” ed in maniera disomogenea. Ha stravinto il Partito Popolare Europeo, non è nemmeno comparso il Partito Socialista Europeo. E questo decisamente non ci fa onore.



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