Che io sia allergico in generale alle elezioni primarie l’ho sempre detto sia a proposito di quelle statunitensi, ma sopratutto di quelle italiane, tipicamente di centrosinistra. Ora probabilmente è opportuno dichiarare il perché non abbia voluto votare a queste ultime, che per quanto mi riguarda hanno ulteriormente distrutto l’idea magari virtuosa di partecipazione popolare che ne è alla base originaria. Stavolta non si è trattato del pur vivace scontro ideologico che si era visto qualche anno fa per l’elezione del segretario del Partito Democratico: Franceschini e Bersani avevano giocato la loro partita in pubblico, ma senza particolare veemenza. Tanto meno si possono ricollegare alle prime primarie italiane, quelle che avevano acclamato Prodi candidato premier del centrosinistra contro un gruppo di figurine.

Si è trattato piuttosto di una guerra per bande senza esclusione di colpi, che ha dilaniato la già lacerata coesione tra quella accozzaglia di correnti che è il PD e una serie di movimenti di varia estrazione vagamente auto-etichettatisi come “di centrosinistra”. Cinque candidati tutti intenti a rincorrere il favore dell’elettorato moderato, nessuna differenza significativa di posizionamento, solo accuse reciproche. Tutti i candidati (con l’esclusione forse dell’informe Tabacci) se le sono date di santa ragione davanti agli occhi allibiti dei potenziali elettori, tirando in ballo tutto l’arsenale di solito usato contro quelli che una volta erano i veri nemici: i fondi illeciti, le campagne fuori regola, gli avvisi di garanzia. Marginale il confronto sul programma, sulla carta uguale per tutti ma già tradito in partenza da alcuni.

Bersani ha trattato Renzi come delfino di Berlusconi; Renzi ha distrutto l’immagine di Bersani e di quello che dovrebbe essere il suo partito; Vendola ha puntato tutto sull’effetto sorpresa, confidando di ingigantire la vittoria da outsider che aveva favorito lui stesso in Puglia, Pisapia a Milano o Doria a Genova; la Puppato si è candidata per ottenere visibilità in cambio di poltrone alle prossime politiche. I risultati di queste strategie sono ben sintetizzati nei risultati del primo turno, poi seguiti da infinite polemiche fino a domenica. Ovviamente Bersani e Renzi se la giocano, anche se a guardare i profili sui social network dei miei amici il secondo avrebbe stravinto al primo turno; Vendola col suo discreto bottino al primo turno non mancherà di alzare la voce nella formazione delle liste e nell’assegnazione dei seggi blindati.

Cosa avrei votato io se l’iscrizione alle primarie non fosse stato un percorso burocratico impossibile da sostenere soprattutto per chi vive lontano da casa? Immagino che, per coerenza col mio percorso politico, avrei dovuto votare Vendola. Ma sul serio, con tutto il rispetto per la sua attenzione alle politiche sociali e il buon lavoro svolto in Puglia, davvero ha mai pensato di poter fare il premier? Rimarrà impressa nella memoria la campagna semiseria “Marxisti per Tabacci” che in qualche modo, giocando sul filo dell’assurdo, ha sottolineato quanto poco di sinistra, in queste primarie, ci fosse. Cresce l’americanizzazione della politica italiana e così mi tengo pronto all’ennesima scelta tra voto utile di centrosinista e voto vagamente di sinistra, anche stavolta destinato a perdere come in tutte le “mie” elezioni.



3 Comments to “Perché non ho votato alle primarie del Centrosinistra”

  1. Pingback dall’articolo » Dichiarazione di voto pre-Elezioni Politiche 2013 | Gennaio 31st, 2013 at 21:58

    Come già era avvenuto nel 2008, scrivo un post per mettere le mani avanti sul mio voto alle prossime Elezioni Politiche: è un po’ come se scrivessi in una busta chiusa l’esito di un sorteggio, per poi evitare di apparire quello che dopo l’evento salta sul carro del vincitore. O del perdente, come sempre per TUTTE le elezioni cui ho partecipato. Stavolta sembrava la volta buona: quando a novembre scrivevo del mio disgusto per il massacro reciproco nelle primarie del Centrosinistra, in qualche modo pensavo che cotanta violenza derivasse dalla certezza della coalizione di avere la vittoria in tasca. Poi in pochi mesi lo scenario politico si è notevolmente complicato: addio certezza. […]

  2. Pingback dall’articolo » Con tre mesi di ritardo | Marzo 16th, 2013 at 23:57

    […] Oggi ad esempio ho dedicato un po’ di tempo a leggere articoli arretrati, risalenti agli ultimi mesi del 2012, sia italiani che internazionali: il risultato è stato straniante, sia dal punto di vista degli argomenti trattati che delle tante previsioni poi nemmeno lontanamente avveratesi in questo inizio 2013. Ho letto di discussioni accese relative alle primarie del Centrosinstra, del lancio di Windows 8, di ricette natalizie, di indiscrezioni sul Festival di Sanremo 2013; ho rivissuto un’Italia diversa, ripercorso ragionamenti fatti in un altro contesto socioeconomico […]

  3. beatrice | Maggio 29th, 2013 at 01:34

    Questo e’ il blog giusto per tutti coloro che vogliono capire qualcosa su questo argomento. Trovo quasi difficile discutere con te (cosa che io in realta’ vorrei… haha). Avete sicuramente dato nuova vita a un tema di cui si e’ parlato per anni. Grandi cose, semplicemente fantastico!

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