Quando due mesi fa parlavo di elezioni perse non ero stato poi così pessimista: il governo della coalizione di Centrosinistra non è mai partito nonostante le estenuanti consultazioni di Bersani; poi come se non bastasse abbiamo sofferto un po’ di ribaltoni clamorosi e ora c’è un nuovo Governo e un nuovo (…) Presidente della Repubblica. D’altronde ne abbiamo viste di tutti i colori nelle ultime settimane: PD alla ricerca di coalizione col Movimento 5 Stelle, PDL alla ricerca di coalizione col PD, tentativi di far eleggere presidenti vecchi rottami margheritosi da parte del PD, guerre del PD contro M5S e SEL che proponevano Stefano Rodotà Presidente della Repubblica etcetera etcetera.

Immagino che dovrei essere felice per l’elezione di Pietro Grasso e soprattutto di Laura Boldrini a Presidenti delle Camere; persino della riconferma di Giorgio Napolitano come Presidente della Repubblica; magari anche di Enrico Letta Presidente del Consiglio, visto che al di là delle radici democristiane, si tratta di un uomo di spicco del Centrosinistra e comunque con un profilo politico solido e una formazione adeguata. Eppure ogni cosa ha un sapore amaro: forse nel caso delle prime due figure si era respirato un afflato di cambiamento e di riconoscimento del risultato elettorale, poi però le nomine successive sono state un segno forte del trionfo sghembo di Berlusconi alle Politiche.

Siamo dunque ora arrivati al paradosso di un Presidente della Repubblica ex-PCI candidato di fatto dal Popolo della Libertà al posto dei più adeguati Prodi e Rodotà, segati dai veti incrociati del Centrosinistra, ma soprattutto di un Governo all’apparenza guidato dal PD, ma in cui tutti i ruoli chiave (Interno, Esteri, Giustizia, Difesa, Economia, Salute, etcetera) sono stati affidati a partiti risultati perdenti alle elezioni, tendenzialmente di Centrodestra. Nessuna presenza di Sinistra Ecologia Libertà, che (giustamente, direi) si è rifiutata di sostenere un Governo nato grazie agli intrallazzi coi nemici di sempre e che ora viene additata come “traditrice” (!) dagli esponenti del Partito Democratico.

Si dice che è ora di superare l’anti-Berlusconismo, che la crisi perdurante richiede approcci concreti e non ideologici, che tutto sommato nel Governo sono finiti un po’ di professionisti che potranno portare competenze al di là delle casacche politiche. Si dicono tante cose, ma non che come me ci sono milioni di elettori confusi, che non hanno capito come mai il senso del proprio voto all’ultimo ciclo elettorale sia stato così profondamente disatteso, di fatto travisato o comunque manipolato. Senza voti come il mio SEL non avrebbe permesso alla coalizione col PD di ottenere la maggioranza dei seggi, ma ora di fatto la coalizione non c’è più. Quale fiducia per il futuro politico?



2 Comments to “Sono un elettore mediamente confuso”

  1. Paolo72 | 10 Maggio, 2013 at 16:33

    Rispondendo alla tua ultima domanda… Nessuna fiducia, purtroppo. Ho votato anche questa volta PD turandomi il naso, ma piuttosto mi sarei dovuto tagliare la mano! Credo siano riusciti ancora una volta a deludere l’elettorato senza possibilità di appello. E chissà chi prenderà ora il posto di Bersani.

  2. Pingback dall’articolo » Perché non voterò alle elezioni politiche del 2018 | 18 Febbraio, 2018 at 21:19

    Dopo l’incredibile ribaltamento dei risultati del mio voto alle elezioni politiche, mi ero dichiarato “mediamente confuso”. Non avevo poi votato alle ultime elezioni europee […]

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