Matematica e fisica

31 Maggio 2013

Anche Calvin è perplesso dell'utilità di certi tipi di studi
La storiella sul perché io mi sia iscritto al Liceo Scientifico è nota: alla fine delle Scuole medie una prospettiva interessante sembrava quella di diventare un professore di matematica e quindi era un percorso obbligato. Si aggiunga che il Liceo Classico era veramente fuori fuoco, frequentato da figli di papà che vivevano in città.

I miei genitori per un certo periodo probabilmente mi avrebbero visto bene a Ragioneria, passaggio utile per la carriera da Commercialista; ma mi hanno sempre lasciato libero e quindi ho potuto imboccare quella che a 13 anni sembrava una strada sensata. Poi anche mia sorella e i miei due cugini hanno scelto lo stesso Liceo.

Negli anni allo Scientifico ho vissuto un innamoramento continuo per le materia umanistiche e un crollo totale dell’interesse verso quelle scientifiche. Ancora oggi mi domando l’utilità di aver perso mesi a struggermi su integrali e derivate; mi rendo conto di essere irrazionale, ma provo un vero e proprio odio verso la fisica.

Nella vita professionale passo le giornate a scrivere documenti in PowerPoint e Word, con qualche rapido excursus su Excel che comunque non richiede più che qualche nozione di algebra; in quella fuori dal lavoro per anni ho fatto i calcoli a mente, ma ultimamente nei piccoli calcoli quotidiani viene più facile tirar fuori lo smartphone.

Sono contento che le mie scelte formative successive siano state decisamente più azzeccate. È pur vero che solo una minima parte delle nozioni apprese viene utilizzata realmente, mischiata negli anni con l’esperienza; alla fine forse conta di più una sorta di “attitude”, per quanto a volte possa sembrare un po’ triste da dire.

Samsung

17 Maggio 2013

Nel soggiorno di casa c’è un televisore Samsung HD-ready comprato da mio padre qualche anno fa: una scelta probabilmente inevitabile, visto che allora come oggi di fatto è il marchio standard per i televisori LCD per milioni di famiglie italiane.

Subito sotto si trova un lettore Blue-Ray che io e mia sorella abbiamo regalato ai miei genitori qualche Natale fa. Anche in questo caso l’acquisto era stato “guidato” dall’ottimo rapporto qualità-prezzo (e da un set di dischi in bundle).

A inizio 2011 (ma sembra passato un secolo) mia sorella ha aderito a una promozione UBI che consentiva di ottenere un Samsung Galaxy Mini a condizioni vantaggiose; è stato il primo terminale Android entrato in casa, il primo Samsung.

In vista del suo sessantesimo compleanno, finalmente mio padre ha accettato di prendere in mano un cellulare e la scelta è caduta su un Samsung Galaxy Ace acquistato a un ottimo prezzo. Un bel terminale, peccato per il poco spazio disco.

Oggi prima di prendere l’aereo per venire a festeggiare papà sono passato in ufficio per prendere il mio nuovo smartphone, un Samsung Galaxy S4; poi sul trenino per Malpensa ho incrociato mia sorella, anche lei passata di recente all’S4.

Continua il progressivo takeover di Samsung sulla mia famiglia come sul resto del mercato tecnologico italiano. Altro che Apple, il vero marchio che sta cambiando le nostre vite è coreano ed è ormai il più presente in casa e presto in ufficio.