Dopo l’incredibile ribaltamento dei risultati del mio voto alle elezioni politiche, mi ero dichiarato “mediamente confuso”. Non avevo poi votato alle ultime elezioni europee, complice il viaggio negli Stati Uniti ma soprattutto l’impossibilità di ritrovarmi nell’offerta politica complessiva, ancor meno nel movimento di entusiasmo che ha poi portato Renzi al 40%.

Stavolta dichiaro che non voterò alle prossime elezioni politiche di inizio marzo, pur essendo in Calabria, dove ho ancora la residenza. Lo faccio con imbarazzo, pensando a quanto sin da ragazzino aspettassi questo tipo di sessioni elettorali per esprimere la mia incrollabile identità politica. Ma oggi? Oggi chi dovrebbe mai incarnarla, questa identità?

I miei amici più intransigenti, su Facebook, inneggiano a Potere al popolo, su cui penso abbia già scritto tutto Annalisa Camilli. Quelli più moderati si battono per MDP (o LeU o come si chiama il movimento che punta su Grasso), ma francamente votare il partito di D’Alema per me ormai equivale a votare quello di Berlusconi: del tutto infattibile.

Votare partiti di destra come il Movimento 5 Stelle, la Lega Nord, Fratelli d’Italia o altri partiti fascistelli è ovviamente fuori da ogni possibilità di valutazione; di votare a vanvera una lista di scappati di casa o scheda bianca o scheda nulla non ho proprio voglia. E no, non mi sono dimenticato di citare il PD: lo considero politicamente irrilevante.

Stravincerà il Movimento 5 Stelle, immagino, anche se i sondaggi danno in vantaggio il Centrodestra. Vedo gente che vuole votare Salvini in Calabria; spero che almeno non sfondi quaggiù, ipotizzando che invece al Nord avrà sicuramente più appeal rispetto a Forza Italia, che come per tradizione pochi dichiarano oggi di voler votare (ma poi, invece).

Visto lo scarso entusiasmo, non starò certo a fare le nottate aspettando i risultati elettorali. L’unico dato che mi incuriosirà davvero sarà quello dell’astensione: incontro un sacco di persone rattristite come me, quindi o siamo infelicemente la maggioranza degli Italiani, o siamo una minoranza che non ha capito, o fa finta di non capire, che aria tira.



One Comment to “Perché non voterò alle elezioni politiche del 2018”

  1. Pingback dall’articolo » L'Italia è una repubblica fondata sul nero | 5 Maggio, 2018 at 21:30

    […] Sono dunque una sorta di populista al contrario: nella mia crisi politica di uomo di sinistra darei il mio voto a chi mette al primo posto la lotta all’evasione, ma so che non avverrà mai. Perché in fin dei conti alla fine siamo tutti costretti ad alimentare il sistema che odiamo, continuando a ironizzare su elettricisti e medici furboni, ma poi arrendendoci all’ennesimo rifiuto di ricevuta. […]

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