Punto e a capo

30 Settembre 2018

Dopo aver valutato infinite combinazioni possibili in termini di date e partecipanti, il dado è tratto: a dicembre e gennaio Eva e Margherita saranno in India. Sarà la prima volta della bimba a casa dei nonni; per mia moglie un ritorno “a casa” dopo il viaggio in cui Eva era incinta. Io invece rimarrò in Italia, diviso tra lavoro a Milano e festività dai miei in Calabria.

Uno dei motivi principali è che in questi giorni sto iniziando a partecipare a un progettone (avviato da altri ma tentennante) gestito dalla mia vecchia società; quindi il sapore agrodolce è quello di essere tornati a 2-3 anni fa. Progetti sfiancanti, io da solo a lavorare notte e dì, Eva che sarà lontana. Peraltro il mio coinvolgimento è nato così, da un giorno all’altro.

Potrebbe letteralmente durare anni, anche se le mie esperienze precedenti insegnano che poi questi progetti abnormi a un certo punto vengono abortiti e tu finisci di nuovo in ballo, come era successo nel 2005 a Roma e poi ancora successivamente. Insomma, questo ritorno al classico tran tran consulenziale conferma che tutto è cambiato, tranne il lavoro.

Mi mancheranno, madre e figlia, mentre saranno con familiari e amici in India; io probabilmente passerò le festività a lavorare da casa, come se davvero il contributo “stra-ordinario” mio e dei miei colleghi servisse a svoltare, a costruire qualcosa di fondamentale per l’umanità. Avrei preferito essere in India a raccogliere ricordi con la mia famiglia, onestamente.