La rana bollita del Movimento 5 Stelle

30 Ottobre 2018

C’è una senatrice del Movimento 5 Stelle che, Carneade fino a pochi anni fa, in questi anni ha iniziato a ottenere visibilità: il suo picco è stato probabilmente lo scorso anno, quando era arrivata seconda alle primarie del partito, dietro Luigi Di Maio. Se quest’ultimo era ed è un nome calato dall’alto e di evidenti tendenze destrorse, teoricamente costei dovrebbe rappresentare la vecchia anima del partito, un tempo più vicino alla sinistra.

Elena Fattori ha nei mesi “alzato la testa” e ha costruito un posizionamento di alternativa, sia in Senato che sui media, come ad esempio nel suo blog personale sull’edizione italiana dell’Huffington Post. Proprio là ieri ha pubblicato un articolo in cui riprende l’ormai logora metafora della rana bollita, già utilizzata dal suo sodale Alessandro Di Battista, applicandola alla svolta fascistella del suo partito in combutta con la Lega Nord.

A me onestamente dispiace vedere il movimento fondato da Beppe Grillo in queste condizioni. Ovviamente è il primo partito italiano e lo rimarrà a lungo: incarna alla perfezione il populismo medio che già fu del Pentapartito. Ma quanto è lontano rispetto agli ideali, penso sinceri, di molti dei suoi attivisti della prima ora: per loro fortuna, le persone migliori come Federico Pizzarotti hanno lasciato o sono state mandate via ormai tempo fa.

Sono un europeista convinto, quindi non avrei comunque votato il M5S ai tempo del fervore “No Euro”; ma adesso, messo alla prova del governo nazionale, lo voterei anche meno sia per l’imbarazzante qualità professionale dei suoi politici, sia per scelte drammaticamente sbagliate come il reddito di cittadinanza, che di fatto diventerà un gettone utilizzato per il voto di scambio nelle regioni più povere del Paese. Peggio della flat tax leghista.

Tra pochi mesi si terranno le elezioni europee e io sarò di nuovo nelle condizioni delle politiche dello scorso anno. Vedere la rana del cambiamento bollire nell’acqua della mediocrità non mi incoraggia a sperare in nuove posizioni politiche più vicine ai miei ideali. Probabilmente Matteo Salvini sfonderà ulteriormente, con terrore per mia figlia: anche se ora i leghisti fanno gli splendidi coi meridionali, ho sposato un’extracomunitaria.