Passeggiando di buona lena

25 Novembre 2018

Qualche anno fa andava di moda la gamification; una delle mie migliori collaboratrici aveva anche fatto la tesi di laurea sul tema e le brillavano gli occhi quando ne parlava. Poi, onestamente, di declinazioni efficaci in ambiente business se ne sono viste poche: sia nella sua anima più sempliciotta (“fai questo e vincerai un badge digitale sul tuo profilo”) che in quella più stressante (“partecipa alla competizione X e vinci premi Y”).

Nella vita quotidiana qualche piccolo utilizzo l’ho visto: ad esempio i badge per i traduttori su Facebook oppure il tracciamento delle attività sportive sulle app. Non ci ho mai pensato tanto, sino a quando mi sono trovato coinvolto, più o meno volontariamente, nel “grande gioco” di Samsung Health. Che prima ha iniziato a misurare e “premiare” i miei passi, poi ha iniziato a confrontarli con quelli di familiari e gruppi demografici similari.

Top 8%!

Lo step successivo, qui davvero in pieno spirito di gamification, è stato lanciare delle “sfide” mensili: 200.000 passi (con step intermedi) per ottenere badge e ranking in una competizione globale. Onestamente di stelline e animaletti mi è sempre interessato poco; ma 200.000 passi vogliono dire una media tra i 6.000 e i 7.000 passi al giorno, livello meno sfidante di quello di default, posto a 10.000, raggiunto meno frequentemente.

Sin da quando ho iniziato a partecipare a queste “gare”, ho sempre fatto i 200.000 passi; in alcuni mesi tipo lo scorso maggio, in pieno delirio da trasloco, superando i 315.000; in altri forzandomi un po’. Ed è forse stato questo il cambiamento principale: in altri periodi della mia vita chi me l’avrebbe fatta fare a camminare più del necessario? E oggi, comunque, chi me la fa fare se non l’idea di fare micro-attività fisica ogni singolo giorno?

Quindi, più che l’app di per sé, è stata la consapevolezza di poter dare delle mini-scosse a una vita davvero sedentaria. Certo, come ricorderà chi leggeva i miei commenti alle scarpe Geox o alle MBT, camminavo già parecchio prima, ma sempre con le scarpe sbagliate, troppo eleganti per fare i chilometri: ora i miei piedi sono abbastanza maltrattati e aspetto i weekend per stare senza scarpe, ma questo vuol dire camminare di più in settimana.